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«Lettera alle comunità cristiane del Decanato di Monza» Carissimi, vorrei anzitutto esprimervi la mia gratitudine per l’accoglienza che mi avete riservato nel corso della Visita pastorale al vostro Decanato di Monza. Con i sacerdoti, i consacrati, i laici membri dei diversi Consigli, ho avuto significativi incontri che sono stati una preziosa occasione per conoscere più da vicino la grandezza e l’originalità della vostra storia, la forza di una tradizione di fede ancora molto presente e viva nelle vostre città, le numerose attività pastorali nelle quali sono impegnate le parrocchie, ma anche i problemi nuovi, le sfide e le tensioni che dovete affrontare in questo nostro tempo che cambia. Nell’omelia della solenne Eucaristia che ha concluso la Visita pastorale ho voluto ricordare i molti doni che le vostre comunità cristiane hanno ricevuto dal Signore. Dalla ricchezza di questi doni potrete trarre la forza e il coraggio per guardare avanti con fiducia, rinnovare il vostro slancio missionario e diventare sempre più autentici testimoni del Vangelo di Gesù. Ho voluto anche sottolineare che i doni propri di ciascuna comunità manifesteranno al meglio il loro valore se saprete condividerli, in uno sforzo di comunione e di collaborazione fra le vostre parrocchie. Vi esorto pertanto a intraprendere con determinazione il cammino, già delineato con nitidezza, che porterà alla costituzione delle Comunità pastorali. E’ un percorso da compiere insieme, con il contributo di tutti: dei sacerdoti, dei religiosi, dei fedeli laici. Vi guidi un semplice ma significativo interrogativo che consegno alla responsabilità di ciascuno: “Quale volto di comunità cristiana vogliamo lasciare alle future generazioni?”. Nella lettera indirizzata ai vostri sacerdoti, ai religiosi, ai membri dei diversi Consigli, ho indicato le Comunità pastorali che nasceranno nel vostro Decanato. A questo progetto hanno contribuito i preti, molti consacrati e i laici membri dei vostri organismi di partecipazione, con grande apertura e disponibilità, insieme con il Vicario episcopale di Zona e il Decano. Esso è frutto di un’attenta lettura del territorio e di uno sguardo lungimirante ai compiti pastorali che vi attendono, per rispondere con efficacia ai bisogni e alle domande degli uomini di oggi. Viviamo un tempo nel quale è sempre più necessario offrire la testimonianza di una profonda comunione, affinché l’annuncio del Vangelo risulti più credibile e incisivo. In questo senso vi chiedo di promuovere una maggiore e concreta pastorale di insieme, sviluppando le forme di collaborazione già in atto tra alcune parrocchie e valorizzando le diverse ministerialità, nel segno di un’autentica corresponsabilità ecclesiale. Nella Messa crismale del 2007 sottolineavo che “La priorità data alla pastorale d’insieme e la valorizzazione della ministerialità… sono le modalità concrete con cui aprire le nostre parrocchie a una dimensione più vasta, più capace di farsi carico delle attese della gente del nostro tempo, senza per questo perdere nulla della loro ricca tradizione di fede e di opere” (La giornata dell’evangelizzatore in un mondo che cambia, p. 31). Sappiate valorizzare il Consiglio pastorale decanale che da poco ha ripreso ad operare. E’ un organismo sempre più utile per confrontarvi sui problemi comuni e per l’elaborazione di iniziative pastorali da vivere insieme. Esso dovrà essere sostenuto da una più attenta e dinamica partecipazione dei sacerdoti e dovrà coordinarsi con i Consigli pastorali delle parrocchie. Vorrei incoraggiare tutti ad una presenza più attiva nella vita delle comunità: ognuno può offrire un contributo unico e irripetibile, anzitutto cercando di costruire negli ambienti della vita quotidiana relazioni fraterne e amicali, così che nessuno si senta solo. Un’attenzione particolare sia riservata alla crescita nella fede delle nuove generazioni. Curate molto la formazione di educatori motivati, capaci di ascolto e di dialogo con i giovani di oggi, accogliendo le proposte del Servizio diocesano di pastorale giovanile. E’ nostra precisa responsabilità aiutarli a scoprire il progetto di Dio sulla loro vita e a rispondere alla sua chiamata, anche con scelte coraggiose in ordine alla speciale consacrazione a servizio del Vangelo. Date nuovo slancio alla pastorale familiare. Curate la formazione di operatori pastorali in grado di stare accanto alle famiglie che vivono situazioni di difficoltà e di accompagnare nella fede le giovani coppie e i genitori che chiedono il Battesimo per i loro figli. Il vostro territorio sta vivendo significative trasformazioni. Non lasciatevi vincere dalla paura e dalla stanchezza ma affrontate con coraggio le attuali sfide, contribuendo a promuovere un’autentica cultura del rispetto della dignità della persona umana e della solidarietà, soprattutto nei confronti dei più deboli. In questi ultimi anni è andata crescendo tra voi la presenza di immigrati. Sappiate confermare la vostra capacità di accoglienza, di dialogo, di apertura al nuovo, accompagnandoli anche in un cammino di effettiva e se-rena integrazione nella vita delle vostre città. Vi sono riconoscente per il vostro amore alla Chiesa e per il servizio generoso che prestate alle vostre comunità. La comunione che sarete capaci di costruire tra di voi diventerà un segno prezioso e una grande, concreta testimonianza dell’amore di Dio in mezzo a noi. Di vero cuore benedico ciascuno di voi, le vostre famiglie e le vostre comunità. -->testo pdf Dionigi card. Tettamanzi - Arcivescovo di Milano, Milano 12 Gennaio 2010 ________________________________________________________________________ «Lettera ai Sacerdoti, ai Membri dei Consigli pastorali parrocchiali, ai Membri dei Consigli per gli Affari economici, ai Membri del Consiglio pastorale decanale del Decanato di Monza» Carissimi, è ancora molto vivo in me il ricordo degli incontri che insieme abbiamo vissuto in occasione della Visita pastorale al vostro Decanato di Monza. Porto nel cuore in particolare la solenne celebrazione eucaristica conclusiva, che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli. E’ stata una concreta e intensa testimonianza di fede e di unità tra tutte le componenti ecclesiali del Decanato. Questa visita ha costituito per me un’occasione unica e preziosa per conoscere più da vicino la grandezza e l’originalità della vostra storia, la forza di una tradizione di fede ancora molto presente e viva nel vostro territorio, i molti doni di cui le vostre comunità sono ricche, le numerose attività pastorali per le quali siete quotidianamente impegnati. I diversi momenti di incontro hanno fatto emergere come molte parrocchie siano in cammino per promuovere tra loro significative esperienze di collaborazione. Sono passi che esprimono con chiarezza la volontà di intraprendere la strada di un’autentica pastorale di insieme. Vi incoraggio molto a progredire con decisione lungo questo percorso. Nell’omelia del Giovedì Santo del 2006 dicevo: “La missione che ci è affidata è una impresa troppo grande e una grazia troppo alta perché si possa immaginare che sia meglio viverla da soli piuttosto che insieme con il Vescovo e i confratelli” (Preti missionari per una rinnovata pastorale d’insieme, pp. 12-13). E’ per favorire una sempre più profonda pastorale di insieme che vorrei offrirvi alcune indicazioni molto concrete. Il paziente lavoro, l’attenta lettura del territorio e la lungimiranza pastorale dei presbiteri hanno già permesso di elaborare, insieme con il Vicario Episcopale di Zona e il Decano, una mappa del Decanato così articolata, città per città... -->testo completo Dionigi card. Tettamanzi - Arcivescovo di Milano, Milano 12 Gennaio 2010 ________________________________________________________________________ «Proclamazione del Beato Talamoni a Patrono della Provincia di Monza e della Brianza» Il clero e il popolo cristiano della Brianza e di Monza, suo capoluogo, nella regione Lombarda onorano con venerazione incessante la memoria del Beato presbitero Luigi Talamoni. Egli, fedele alla vocazione di educatore dei giovani, visse il ministero con somma dedizione e attiva condivisione delle travagliate vicende della sua epoca e fondò la Congregazione delle Suore Misericordine di San Gerardo, offrendo un esempio mirabile di semplicità, di zelo, di fede. Pertanto, l’Eminentissimo e Reverendissimo Signor Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, accogliendo il desiderio comune del clero e dei fedeli, ha approvato la scelta del Beato Luigi Talamoni come Patrono celeste della Provincia di Monza e Brianza e, con lettera del 9 settembre 2009, ha posto istanza a questa Congregazione affinché tale scelta e approvazione venisse confermata secondo la vigente normativa sui Patroni. Ora, in forza delle particolari facoltà attribuitele dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, accogliendo quanto sopra esposto e acconsentendo alle richieste, conferma il Beato Luigi Talamoni, presbitero, come Patrono presso Dio della Provincia di Monza e Brianza, secondo quanto prescritto ai numeri 3 e 4 nelle Normis de Patronis constituendis, con i relativi conseguenti diritti e privilegi liturgici, secondo le rubriche. Nonostante qualunque disposizione contraria. --> testo pdf Dalla sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 1 ottobre 2009, nella memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa ________________________________________________________________________ «Il Beato Talamoni, Patrono della Provincia di Monza e della Brianza»Omelia della solenne Santa Messa alla presenza delle Autorità civili della nuova Provincia di Monza e Brianza nella Memoria del Beato Luigi Talamoni Carissimi, a tutti e a ciascuno di voi rinnovo il mio saluto cordiale con l’augurio che la grazia e la pace del Signore Gesù riempiano sempre il vostro cuore e la vostra vita. E’ un saluto e un augurio che si collocano in un particolare contesto di gioia spirituale, quale ci è offerta dalla solenne celebrazione eucaristica nella memoria del beato Luigi Talamoni, che ora la Chiesa – su nostro desiderio e richiesta - si è benignamente degnata di nominare patrono della nuova Provincia di Monza e Brianza. Naturale allora – e insieme quanto mai gradita - in questa nostra numerosa assemblea liturgica si fa la presenza delle varie Autorità, dei sindaci e degli amministratori della Provincia, che muove ormai con decisione i suoi passi al servizio del bene comune di tutti gli abitanti di questa popolosa e vivace porzione di terra lombarda. In questo cammino, che tutti ci coinvolge pur nella diversità delle competenze, dei ruoli, dei compiti e delle responsabilità, possiamo godere della luce, della guida e dell’energia che ci vengono dalla parola di Dio che abbiamo ascoltata e che ora vogliamo brevemente meditare, soffermandoci in particolare su alcuni aspetti della nostra vita sociale... --> testo completo Dionigi card. Tettamanzi - Arcivescovo di Milano, Duomo di Monza – 3 ottobre 2009 ________________________________________________________________________ «Il Beato Talamoni»Dall'introduzione di Angelo Longoni di una recente pubblicazione Dalla lettera di san Giacomo apostolo "Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Vedete che l’uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede. Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta." “Il nostro partito! Per la verità, mi scotta la lingua, né mai vorrei che simile voce uscisse dalle mie labbra, memore del rimprovero apostolico: forse che Cristo è diviso?”. E quando i rintocchi della campana dell’arengario convocano i consiglieri comunali per la seduta, don Luigi raccoglie di botto i suoi libri, chiude la lezione e saluta i suoi studenti: “Vado in Comune a compiere il mio dovere di sacerdote e di cittadino e sono pronto a tutte le battaglie per la tutela e la difesa dei diritti della mia madre, la Chiesa”. Per lui, anche questo era cura d’anime... --> testo completo ________________________________________________________________________ «San Gregorio Magno»Udienza Generale Cari fratelli e sorelle! ...oggi vorrei presentare la figura di uno dei più grandi Padri nella storia della Chiesa, uno dei quattro dottori dell’Occidente, il Papa san Gregorio, che fu Vescovo di Roma tra il 590 e il 604, e che meritò dalla tradizione il titolo di Magnus/Grande... Tra i problemi che affliggevano in quel tempo l’Italia e Roma ve n’era uno di particolare rilievo in ambito sia civile che ecclesiale: la questione longobarda... Per ottenere una pace effettiva a Roma e in Italia, il Papa si impegnò a fondo - era un vero pacificatore - , intraprendendo una serrata trattativa col re longobardo Agilulfo. Tale negoziazione portò ad un periodo di tregua che durò per circa tre anni (598 – 601), dopo i quali fu possibile stipulare nel 603 un più stabile armistizio. Questo risultato positivo fu ottenuto anche grazie ai paralleli contatti che, nel frattempo, il Papa intratteneva con la regina Teodolinda, che era una principessa bavarese e, a differenza dei capi degli altri popoli germanici, era cattolica, profondamente cattolica. Si conserva una serie di lettere del Papa Gregorio a questa regina, nelle quali egli rivela dimostrano la sua stima e la sua amicizia per lei. Teodolinda riuscì man mano a guidare il re al cattolicesimo, preparando così la via alla pace. Il Papa si preoccupò anche di inviarle le reliquie per la basilica di S. Giovanni Battista da lei fatta erigere a Monza, né mancò di farle giungere espressioni di augurio e preziosi doni per la medesima cattedrale di Monza in occasione della nascita e del battesimo del figlio Adaloaldo. La vicenda di questa regina costituisce una bella testimonianza circa l’importanza delle donne nella storia della Chiesa... --> testo completo Benedetto XVI, Piazza San Pietro, 28/05/2008 ________________________________________________________________________ «Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito»Lettera agli sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione Carissimi fratelli e sorelle, da molto tempo coltivo il desiderio di rivolgermi a voi, con una modalità il più possibile diretta e personale. Mi piacerebbe, infatti, chiedervi il permesso di entrare come un fratello in casa vostra e domandarvi un po’ del vostro tempo.Lo faccio ora con questa mia lettera, che vuole essere semplice e familiare, quasi una richiesta di potermi sedere accanto a voi per un dialogo, che spero vi torni gradito e possa anche continuare nel tempo.Quanti tra voi sono credenti e sentono di appartenere alla Chiesa riconoscono nel Vescovo anche un padre e un maestro. E a me Vescovo stanno molto a cuore anche quei battezzati che forse non si considerano più credenti o che si sentono esclusi, per incomprensioni o delusioni, dalla grande comunità dei discepoli del Signore. Vorrei dunque incontrare gli uni e gli altri e con tutti voi aprire un dialogo per condividere un poco le gioie e le fatiche del nostro comune cammino; per provare ad ascoltare qualcosa del vostro vissuto quotidiano; per lasciarmi interpellare da qualcuna delle vostre domande; per confidare i sentimenti e i desideri che nutro nel mio cuore nei vostri confronti. Proprio così: leggendo queste pagine, voi aprite un poco la vostra porta di casa e mi permettete di entrare! Ma anch’io, scrivendo queste pagine, mi apro a voi nel desiderio di una reciproca confidenza. --> testo completo della lettera Dionigi card. Tettamanzi - Arcivescovo di Milano, Epifania del Signore 2008
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