Calendario Eventi

Gennaio 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
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18:00
Duomo di Monza
Data :  Martedì 1 Gennaio 2019
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15:30
Oasi di S. Gerardo
Data :  Sabato 5 Gennaio 2019
6
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10:30
Duomo di Monza
Data :  Domenica 6 Gennaio 2019
7
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17:00
Oratorio del Duomo
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21:00
cripta del duomo
Data :  Lunedì 7 Gennaio 2019
8
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15:00
Duomo, Cappella Talamoni
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21:00
Oratorio del Duomo
Data :  Martedì 8 Gennaio 2019
9
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16:30
Canonica del Duomo, civico 6
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21:00
Duomo di Monza
Data :  Mercoledì 9 Gennaio 2019
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17:00
Duomo di Monza
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21:00
Canonica del Duomo
Data :  Giovedì 10 Gennaio 2019
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21:00
Canonica del Duomo
Data :  Venerdì 11 Gennaio 2019
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09:00
Oratorio del Duomo
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15:00
Canonica del Duomo
Data :  Sabato 12 Gennaio 2019
13
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10:30
Duomo di Monza
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10:30
Granaio, Canonica del Duomo
Data :  Domenica 13 Gennaio 2019
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cripta del duomo
Data :  Lunedì 14 Gennaio 2019
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Canonica del Duomo
Data :  Martedì 15 Gennaio 2019
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Canonica del Duomo
Data :  Giovedì 17 Gennaio 2019
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21:00
Canonica del Duomo
Data :  Venerdì 18 Gennaio 2019
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17:00
Duomo di Monza
Data :  Sabato 19 Gennaio 2019
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08:00
sagrato del Duomo
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09:30
Duomo di Monza
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10:30
Granaio, Canonica del Duomo
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12:00
Duomo di Monza
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13:00
Oratorio del Duomo
Data :  Domenica 20 Gennaio 2019
21
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21:00
cripta del duomo
Data :  Lunedì 21 Gennaio 2019
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21:00
Duomo di Monza
Data :  Martedì 22 Gennaio 2019
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18:00
Canonica del Duomo
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21:00
Canonica del Duomo
Data :  Mercoledì 23 Gennaio 2019
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21:00
Data :  Giovedì 24 Gennaio 2019
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21:00
Carmelitani, viale C. Battisti ang. Via Boito
Data :  Sabato 26 Gennaio 2019
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21:00
cripta del duomo
Data :  Lunedì 28 Gennaio 2019
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21:00
Data :  Martedì 29 Gennaio 2019
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18:00
Duomo di Monza
Data :  Giovedì 31 Gennaio 2019

Avvisi ai Parrocchiani

 

In questa bacheca trovate i principali avvisi e comunicazioni, nella colonna a sinistra, sotto al menu, potete selezionare gli eventi programmati a calendario, semplicemente cliccando sulle date evidenziate. Cliccando invece sulla voce 'prossimi eventi' visualizzerete la lista degli eventi più prossimi.

 

13 – 20 gennaio

 

DOMENICA 13    Battesimo di Gesù 

       ore 10,30nel salone “Il Granaio”

                     Incontro genitori COMUNICANDI

       ore 17  - in Duomo -   VESPERI

 

Lunedì           ore 21 -  in Cripta – lectio divina

 

Mercoledì       ore 21 in S.ta Maria in Strada –

                  Lectio divina decanale

 

Venerdì  ore 21 – in Duomo – Il Duomo racconta:

“Quattro papi in Sagrestia”.        

      con  Valeriana Maspero e don Ugo Lorenzi

 

Sabato     ore  17  - in Duomo -  VESPERI musicali

 

DOMENICA 20   Giornata dei Migranti

    ore 9,30 - in Duomo – Presentazione dei

                                     fanciulli di 2^ elementare

    ore 10,30 in Granaio incontro con i genitori

    ore 12   - in Duomo -  Messa per i Migranti

 

Invitiamo gli sposi a celebrare insieme gli

anniversari di matrimonio.

La celebrazione avverrà Domenica 27 gennaio,

Festa della Famiglia – S. Messa ore 10.30.

Iscrizioni in sacrestia.

 

 

La carezza del Padre

arriva nel cuore ferito e lo risveglia alla speranza

 

Messa prenatalizia con l’Arcivescovo mons. Mario Delpini alla Mangiagalli

Omelia dell’Arcivescovo

Dal riferimento al II capitolo del Vangelo di Matteo, in cui viene narrata la strage egli Innocenti, con il lamento di Rachele per i figli “che non sono più”, si avvia l’omelia dell’Arcivescovo: «Un lamento è stato udito: ecco è facile che, oggi, il lamento risuoni un po’ dappertutto. Nella conversazione quotidiana tanta gente si lamenta, c’è sempre qualcosa da dire di male, di critico, di insoddisfatto che viene riversato sulla città. Un lamento che si sente anche sui mezzi della comunicazione e che diventa sfogo, rabbia e parola aggressiva. Mi pare che ci sono tante buone ragioni per lamentarsi, ma anche tante sbagliate: c’è un lamentarsi che è frutto di una pretesa, di un’anima amareggiata più che di una situazione obiettivamente ingiusta o disagiata».

Ci sono, però, anche «lamenti che sono proibiti, pianti che devono essere consumati di nascosto nella città che, anche nella sua bellezza, è ingrigita, resa opaca, sgradevole dal lamento della vita ordinaria. Proibiti dal politicamente corretto, perché bisogna tutti adeguarsi ai luoghi comuni e alle idee correnti. Tutti possono lamentarsi eccetto le donne che desiderano un bambino e non riescono ad averlo». Un lamento che nella società contemporanea, seppure è il frutto di una incompiutezza di desiderio legittimo è, talvolta censurato «perché sembra che generare figli sia diventata una specie di imprudenza, di spesa per la società, un vincolo alla libertà».

«È proibito lamentarsi anche alle madri che hanno rinunciato alla maternità con l’interruzione volontaria della gravidanza che sembra un diritto da rivendicare. Quindi occorre nascondere il senso di colpa che questa scelta drammatica, qualche volta, e, qualche altra, assunta con troppo sbrigativa superficialità, porta con sé. Come si fa a lamentarsi di aver esercitato un diritto? È proibito dire quale dramma e senso di colpa può essere abituale per chi ha fatto questa scelta. Ci sono lamenti che quasi vengono applauditi quando diventano proteste, e lamenti che sono rimproverati quando vogliono esporsi in pubblico per chiedere di ripensare a questo capitolo complicato… Ma in questo luogo così significativo per tale problematica, ci viene detto che Dio ascolta il grido e il lamento anche se gli uomini sono portati a una sorta di censura di alcune sofferenze per sostenere un’ideologia. Noi siamo qui a celebrare l’Eucaristia perché vogliamo professare la nostra fede. C’è il dolore, c’è il dolore innocente e quello che non si può dire, ma c’è Dio per soccorrere».

Ma come? Cosa fa il Signore ascoltando il lamento di chi ha figli che non sono più o che non sono mai stati? «Anzitutto se ne fa carico condividendo con la sua incarnazione il dolore, come uomo generato dal grembo di una ragazza, per dirci quanto sia infondata la nostra fantasticheria di un Dio lontano, insensibile ai drammi della storia. La condivisione è lasciarsi ferire in profondità, perché Dio, amico della vita, sente ripugnanza per la morte e, in Gesù, si commuove profondamente. Il grido delle madri lo fa piangere come di fronte alla tomba di Lazzaro».

E poi abbiamo la promessa di consolazione «che è una carezza che arriva nel cuore ferito, che lo risveglia alla speranza; prossimità che permette di considerare anche il proprio dolore in una nuova prospettiva. Il soffrire viene, così, trasfigurato, assumendo l’immagine delle doglie parto più che del gemito del morente».

Infine, la misericordia di Dio predispone all’accoglienza nella sua gioia, «nella Sua festa eterna, come un padre che abbraccia tutti i suoi figli che tornano a casa… «Se siamo figli, siamo anche eredi, invitati alla vita eterna. Noi vogliamo essere vicini a coloro che soffrono, che piangono e si lamentano, non per abitudine al malumore, ma per ferite profonde che interrogano Dio e provocano la vicinanza e la solidarietà degli altri. Raccogliamo tutto questo pianto e chiediamo che Dio, come sempre fa, ascolti e, quindi condivida, consoli e ricolmi di quella gioia che è il Suo segreto».